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Interviste & Reportage

No Good

Chiara Zalateu9 settembre 2026Numero 00 · RADICI

“La cosa peggiore che ascolterete quest'oggi”: con questa frase ironica e carica di un certo cinismo, Morogucci (cantante dei No Good) riassume la band a cui dà voce in ogni live. Attivi nella loro seconda formazione dal 2022, il primo album dei No Good è uscito nel 2021. Il secondo disco “Fatti di Cronaca” è già presente su tutte le piattaforme dal 19 giugno 2026. In questa intervista ad esporre il progetto saranno i componenti stessi della band: Morogucci, cantante e chitarrista; Armando, batterista e corista; Nakamura, chitarrista e voce; Machete, bassista e voce. Preparatevi alla non-classica intervista, ricca di irriverenza e satira. Siete pronti ad entrare nell’universo nogoodiano?

Chiara

Cosa ha ispirato questa completa rivisitazione del vostro repertorio?

Morogucci

In seguito ad una sorta di errore di laboratorio, un po' come la penicillina, ci siamo ritrovati a voler rivisitare una canzone in italiano che era uscita qua in Friuli, e l'abbiamo voluta riscrivere in chiave un po' così, punk, ironizzandola. È stata una canzone che, per certi motivi, ci ha fatto venire i brividi. Non specificherò se brividi belli o brividi brutti, onde non offendere gli autori di questo brano. Comunque sia, abbiamo deciso di rivisitare questo pezzo: da lì è arrivata l’illuminazione per iniziare a scrivere in italiano, cosa che non credevamo di voler fare; pensavamo di dedicarci a un genere solo anglofono. L’innovazione più importante è stata soprattutto di buttarsi sul genere punk, fino al giorno prima eravamo piuttosto dei metallari. Una volta aggiunti gli altri membri, anche le influenze sono state diverse. Questo è successo nel 2019, anno in cui elaborammo il nostro primo album concept, "Storie di Anonima Controtendenza", carico non solo a livello concettuale-musicale, ma anche visivo. Abbiamo girato un video per ogni canzone con lo scopo di creare una sorta di sceneggiato. Una volta tagliati questi video, ha preso forma quella che è l’attuale macchina dei No Good. Abbiamo iniziato da subito con i concerti live. Il primo è stato nel 2021 al Backyardie di Pradamano: devastante. È stata una di quelle date dove, a fine concerto, ci siamo guardati e abbiamo detto: "Mmm, porca p***". Parallelamente alla musica live, abbiamo continuato a scrivere fino al 2026, anno in cui abbiamo pubblicato diversi singoli tra il primo e il secondo album.

Chiara

Il secondo album concept è una new entry nel panorama musicale, fresco di produzione. Come lo presentereste ai nostri lettori di Kosmos?

Morogucci

Come il primo album, anche questo è un album concettuale e le derivazioni musicali sono simili a quelle che avevamo precedentemente adottato. De André, forse uno dei primi artisti che hanno pubblicato un album concept, è stato un’influenza notevole per il nostro secondo album. Racconta la storia di questo personaggio che verosimilmente è inserito in un contesto sociale oppressivo, molto ispirato a E si vivono o 1984. Sostanzialmente il protagonista vive in prima persona – o in terza – tutte quelle che sono le notizie che lo circondano, gli omonimi fatti di cronaca (questo il titolo dell’album scelto dalla band) che lui stesso osserva attraverso i canali di diffusione. Decide di diventare uno di questi fatti di cronaca e di prendere posizione, derivata da un sentimento: la voglia di rivalsa. Ciò lo porta a compiere un gesto estremo - che non specificheremo per non storpiare la curiosità degli ascoltatori - fino alla risoluzione finale che, come un po' in Storie di un impiegato di De André, finisce quindi in carcere. Anche questo personaggio finisce nello stesso ambiente, ma con un esito leggermente diverso: la pena capitale, la morte. La morte per mano di un’istituzione viene usata come deterrente, o come pretesto, per essere mostrato a tutti gli altri col consiglio di non seguire le stesse orme di questo personaggio.

Chiara

Quali sono le attitudini sonore e stilistiche dei No Good?

Armando

È un album a livello sonoro molto heavy, non proprio l'album convenzionale punk rock. L’abbiamo prodotto assieme a Jacopo Durisotti, che è il cantante e produttore dei Despite Exile, un gruppo metal estremo, comunque italiano. Quindi si è sentita un po' la sua impronta su questo.

Morogucci

È un collage di pezzi. Faccio un paragone, anche se mi soffre un po' farlo: è un po' come la Bibbia, in termini di non attendibilità e non credibilità. Forse l'album dei No Good è molto meglio, perché ti induce a compiere meno peccati e ti punisce molto meno. L'unico peccato è ascoltarlo, ma il nostro inferno è molto carino. Stavamo dicendo - è un collage, nel senso che è stato composto in diversi anni e quindi ci sono parti di noi che ormai fan parte di periodi differenti di tempo, i quali stanno però molto bene all'interno di questa cornice concettuale che gli abbiamo dato. Faccio giusto un piccolo inciso sul genere musicale. Ci piace mischiare il sound del punk rock con influenze derivanti dal rap e dal metal. Strizziamo anche un po' l'occhio al pop alternativo. L’attitudine al punk rock è una colonna portante, ma non l'attitudine commercialmente venduta del punk rock; abbiamo preso la parte un po' più Deandreiana dell'essere punk, eliminando quell’anticonformismo che ormai è diventato terribilmente conformistico. Noi, insomma, siamo — come si potrebbe dire?

Armando

Siamo sempre stati un po' né carne né pesce, a livello di scena musicale non siamo troppo pop per l'ambiente pop, non siamo troppo punk per l'ambiente punk. Anzi, l'ambiente punk ci ha spesso visto da fuori come quelli un po’ meno punk di loro. Quindi in realtà siamo una creaturaibrida e non ben riconoscibile, cosa che in realtà noi troviamo essere una grandissima figata.

Chiara

Com’è il vostro rapporto con il pubblico?

Morogucci

La nostra fanbase la si interpreta dalle fasce d'età che frequentano i nostri “rituali” (così chiamano i loro concerti): viaggiano dai 5 ai 70 anni senza problemi, condividono tranquillamente la platea. Mettiamola così: ai nostri live si entra in una bolla dove noi vogliamo trasportare il pubblico in un nostro mondo fatto di caos, sudore, di —

Armando

foto di piedi.

Morogucci

Quello sempre. E indossando la maschera portiamo già noi stessi in questo nostro universo folle, insieme al pubblico.

Armando

Il nostro scopo è quello di creare una bolla che si distacchi da un contesto verosimilmente di realtà e di goderci quel tempo che abbiamo assieme, come se fosse una sorta di dimensione alternativa - una realtà parallela, diciamo. Anche per questo l'anonimato dei nomi, che cerchiamo di rispettare, anche se non con grande successo.

Chiara

Ho voluto intervistare voi per avere una risposta fuori dal classico buonismo di cui è satura la nostra società, cercando un riscontro schietto e irriverente. Vi chiederei un brano del vostro repertorio che tratti il tema del futuro: futuro come disordine, incertezza e caos. Il futuro ci preoccupa sempre di più, perché attualmente è molto incerto. Potremmo sgretolarci in questo istante per le tensioni internazionali, per il nostro mondo che stiamo distruggendo passo passo, circa inconsapevolmente. O forse ce ne sbattiamo e basta.

Morogucci

No, ce ne sbattiamo e basta. Ciò che comunque ci distruggerà sono dei pattern che si ripetono nella storia; quindi, anche il futuro ogni tanto non è altro che il passato che si ripete in altre forme. Probabilmente 100 anni fa le persone erano allo stesso modo preoccupate del futuro, se non peggio, visto anche determinati periodi storici. Credo che anche quello dell’incertezza sia un pattern che si ripete. Siamo destinati a friggerci, mi sembra abbastanza evidente. Se devo pensarla in maniera un po' più cinica, e qua la dico da Morogucci più che da No Good, abbiamo tutto quello che ci meritiamo.

Nakamura

Nel nostro repertorio trattiamo il futuro, come puoi aver notato, ma si tratta di un futuro rivisitato come un presente alternativo più che come un futuro vero e proprio. Rispetto questo tema consiglierei la canzone BOOM!, perché si tratta di un brano che vuole invitare alla presa di consapevolezza della propria condizione presente per agire al meglio sul futuro.

Chiara

Vorrei farvi un’ultima domanda: i 3 must have dei No Good. Le canzoni che vi rappresentano di più del vostro repertorio.

Armando

Direi Anonima, per me è nel cuore.

Nakamura

Anche Domani, che secondo me è un bel game changer.

Morogucci

Halloween freak, per noi è una data piuttosto simbolica, sia come atmosfera, sia come significato che come moodboard del gruppo. È quella notte in cui tutti possono essere un po' dei mostri, quindi la maschera vale molto meno. Il prossimo grande evento potrebbe essere il nostro rituale di Halloween, ormai un appuntamento fisso da 4 anni.

Come avevamo anticipato, cari lettori, questa intervista merita di essere letta. Nessun buonismo, nessun limite al potere della parola. Sono diversi gli aspetti emersi dalla nostra intervista, ma una fra tutte che merita la nostra attenzione è la seguente: sta sempre e solo a noi la responsabilità di decidere come rapportarci con la realtà che ci circonda. I No Good portano sul palco delle domande scomode, non perché la loro irriverenza sia fine a sé stessa, ma per costringere l’ascoltatore a prendere una posizione responsabile, non influenzata da un giudizio esterno, ma edificata nella sua personalità più profonda. Il futuro, come ci ricorda Morogucci, spesso altro non è che il ripetersi di dinamiche passate. L’incertezza sembra non essere, a detta sua, una condizione temporanea, ma piuttosto una costante esistenziale e sociale del nostro tempo. Eppure i No Good nei loro brani non offrono, come la musica commerciale spesso fa, delle blande consolazioni o delle speranze fasulle: ciò che fanno è invece ricordarci che, anche nella cornice dell’incertezza, prendere posizione autenticamente come protagonisti del nostro tempo è già un modo più che concreto per immaginare un futuro diverso, migliore.

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