Editoriale di apertura
Questo è il diario di bordo di giovani esploratori. Tra le righe scorgerete scritture diverse, grafie differenti, argomenti plurimi. Il piccolo quadernino di pelle nera che avete tra le vostre mani passa da membro a membro dell’equipaggio che, appena il vento si quieta, il sole si abbassa e il mare culla l’enorme nave, di nascosto, con qualche penna scarica o matita mangiata, si mette a scrivere.
Ecco che la nave Argo cessa di galleggiare tra le onde per alzarsi tra le nuvole variopinte del Mediterraneo. Il nero inchiostro del quaderno si riflette nel buio pece dello spazio, dell’universo, del cosmo in cui si trovano gli Argonauti. Le stelle si avvicinano nella scrivania per illuminare le sue pagine e i pianeti, incuriositi, cercano di leggere qualche idea, qualche dialogo, qualche poesia della bianca carta sporca di salsedine.
Le parole scritte non fanno altro che esprimere l’eclettismo della galassia che si espande davanti a loro, con il nascere e morire costante dei suoi innumerevoli corpi celesti, quasi a voler portare per iscritto la sua immensità. Il lettore potrà tuffarsi nel viaggio galattico dell’equipaggio, per trovare, grazie alla straordinaria varietà di vedute, il premio finale: il mitico vello d’oro.