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Introduzione alla scrittura creativa

Giosuè Zanello - Orione28 settembre 2026

Se la saggistica o le recensioni di questa rivista ci offrono delle prospettive molteplici e diversificate sul concetto di futuro, toccando temi tra loro molto distanti, anche la letteratura e la scrittura creativa qui raccolta introducono un’ulteriore dimensione complessa. Il futuro, prima ancora d’essere certo o incerto, è inteso come forza che diviene e cambia, fino a calcificarsi in una forma. I testi di questo numero sembrano convergere, seppur nella loro varietà stilistica e tematica, su questa medesima intuizione: il futuro non è il luogo da raggiungere, ma il movimento stesso che plasma il mondo e la nostra esperienza. Filippo Plazzotta introduce quest’idea non solo nei temi, che affrontano una cosmologia in cui il caos originario si organizza progressivamente nella generazione della domanda umana esistenziale, ma anche dal punto di vista metrico: dapprima il caos del verso libero, poi, subentrando l’essere umano e la sua ragione, l’endecasillabo. In un percorso inverso, infine, l’estensione verso il futuro nuovamente caotico, in una perdita lenta della materia e del senso. Qui il futuro è simmetrico: come il passato costituisce una forma, il futuro la smembra, riportandola al suo stato di candore e disordine iniziale. In questo contesto, le poesie di Alexander Prenner si configurano allora come massima espressione dell’ingegno di quell’uomo primitivo che si costituiva nella «Teogonia»: l’uomo, diventato capace di ingegno, si interroga sul problema filosofico rispetto al futuro. Qui la forma è il contenitore più evoluto, e il verso l'artificio più consono all’incertezza esistenziale del poeta. Incertezza, questa, che è in Giulia Retti costruzione quotidiana. L’apparente scarto percepito tra il primo testo, cosmogonico, e «Storia di un Futuro» altro non è che illusorio, poiché è proprio nella dimensione privata, “nel nostro angolo di mondo”, che percepiamo la dimensione del cambiamento a piccoli passi, sempre migranti in viaggio verso un’oasi che mai possediamo. Il futuro allora non è soltanto avvenimento, ma forma che le cose e noi stessi assumiamo cambiando. In questo risiede forse la più autentica capacità espressiva e creativa dei poeti qui presentati, nella loro incessante e coraggiosa manifestazione d’arte nel tempo della loro stessa trasformazione.